Da Gallipoli a Brindisi
16 marzo 2026
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Qualche giorno dopo del previsto (abbiamo avuto l’ennesima conferma che con i cantieri navali è un po’ difficile che vada tutto liscio e vengano rispettati i tempi perché gli imprevisti sono all’ordine del giorno!), finalmente riusciamo a farci mettere in acqua e dopo una notte al pontile del cantiere partiamo all’alba del 14 novembre per Santa Maria di Leuca, prima tappa del nostro trasferimento di poco più di 100 miglia complessive per il Marina di Brindisi che sarà il nostro porto per l’inverno.
Vento leggero ma mare calmo e quindi riusciamo a muoverci bene di bolina, si sente la differenza con lo scafo pulito! Poi passate le secche di Ugento riusciamo ad aprire un po’ l’angolo al vento.
Non ci togliamo mai né il piumino né il berretto ma si sta bene.
Arriviamo al porto turistico di Santa Maria di Leuca verso le 1330 e una volta rasettata la barca ci sgranchiamo un po’ le gambe andando fino alla collina dove c’è la Basilica Santuario Santa Maria de Finibus Terrae dove, si narra, sbarcò l’apostolo Pietro nel suo viaggio verso Roma. Per i romani era la fine del mondo civilizzato, da qui il nome. Oltre ad essere la fine dell'antico cammino di pellegrinaggio della Via Francigena.
Vista sul porticciolo di Santa Maria di Leuca con dietro la collina della Basilica Santa Maria de Finibus Terrae e il faro di Punta Meliso.
Foto super da turista tra i chioschietti dell'aperitivo estivo, ovviamente chiusi a novembre.
La scalinata dell'acquedotto pugliese che una volta l'anno ha anche una grande cascata in mezzo.
Il piazzale antistante la Basilica e il faro su Punta Meliso.
La facciata della Basilica Santuario.
Il quadro della Madonna di Finibus Terrae, custodito sull’altare maggiore della basilicafu danneggiato gravemente da un incendio nel 1624, ma i volti della Madonna e del Bambino Gesù rimasero miracolosamente intatti. Questa porzione è oggi venerata e rappresenta l’immagine centrale del santuario.
Dopo la visita alla Basilica facciamo un giro del paesino che è costellato di grandi case di villeggiatura ottocentesche edificate da diverse famiglie benestanti della regione e che vengono chiamate “ville ecclettiche” per la fantasia dei colori e delle decorazioni delle facciate.
La mattina dopo partiamo presto alla volta di Otranto. Passiamo il punto dove Mar Adriatico e Ionio si incontrato e il punto più vicino tra Italia e Albania.
Un’altra piacevolissima veleggiata, dopo diminuisce il vento ma è comunque una bella giornata in mare: scaldati da un bel sole autunnale.
Nel primo pomeriggio arriviamo a Otranto, dove abbiamo in programma di passare la notte in uno dei posti riservati alle barche in transito. Per poter attraccare a questo pontile basta chiedere il permesso alla capitaneria di porto, quindi appena fuori dalla baia li contattiamo via radio come da procedura. Risponde un comandante estremamente formale e prolisso (di solito le conversazioni alla radio sono estremamente concise), che però si rivela anche altrettanto cordiale una volta che arriviamo al pontile. È la prima volta che facciamo un ormeggio in andana, cioè gettando l’ancora per poi indietreggiare verso il pontile di poppa. L’assenza di vento e l’acqua cristallina che permette di scegliere con precisione un buon punto del fondale, ci aiutano a fare un ormeggio perfetto e i due ufficiali della capitaneria che ci attendono per passare le nostre cime intorno alle bitte senza che uno dei due debba saltare a terra lo rendono anche comodo. Risposte alle domande di routine della Capitaneria scendiamo a terra per visitare il bel centro storico.
La cittadina è molto curata e tranquilla, sia per il periodo di bassa stagione sia perché anche i bar rispettano religiosamente la pausa pranzo fino alle 16:00/17:00.
Il porticciolo di Otranto sotto le mura del centro storico.
L'Approdo. Opera all’Umanità Migrante, il monumento dedicato alle vittime del naufragio del Venerdì Santo del 1997 in cui morirono 81 migranti albanesi.
Il Castello Aragonese.
Decidiamo di fare una tappa al porto di San Foca per spezzare l’ultimo tratto visto che è previsto pochissimo vento, per poi sfruttare il rinforzo di vento previsto per il giorno successivo per coprire le rimanenti miglia fino a Brindisi senza andare a motore.
In più il porto di San Foca costa solo 13 euro (sono 53 in estate!) quindi non ci pensiamo troppo a fermarci per una notte in questo piccolo paese del littorale salentino che si rianima nel periodo del turismo estivo.
La nostra pianficazione si rivela corretta e il giorno dopo sfruttiamo la fase iniziale di una sciroccata (che di solito monta gradualmente) per una veloce navigazione al lasco (32 miglia in poco più di 6 ore) che ci permette di arrivare al Marina di Brindisi per orario di pranzo e con le prime raffiche di 20 nodi.
Eccoci arrivati al nostro ormeggio per l’inverno 7 mesi dopo aver lasciato Ravenna.
Ci abituiamo presto ai frequenti periodi di Scirocco e Maestrale ma la temperatura è mite e il porto si conferma sicuro come speravamo, oltre che punto di partenza ideale per esplorare altre zone della Puglia.
Ovviamente sfruttiamo la lunga sosta per sfoltire la lista di lavori, manutenzioni e migliorie in vista della stagione a venire.
From Gallipoli to Brindisi
16 Mar, 2026
A few days later than expected (we had the confirmation that with boatyards it is a bit difficult for everything to go smoothly and deadlines to be respected, it seems that unforeseen events are the order of the day!), we finally managed to launch and after a night at the dock of the shipyard we left at dawn on 14th November for Santa Maria di Leuca, the first leg of our transfer of just over 100 miles to the Marina of Brindisi which will be our port for the winter.
Light wind but calm sea: we could sail well upwind. What a difference with the clean hull! After passing the shoals of Ugento, we managed to open a little the angle to the wind.
We never took off our down jacket or benie, but it was confortable.
We arrived at the marina of Santa Maria di Leuca around 1330 and once the boat was tided up, we stretched our legs a little going up to the hill where there is the Basilica Santuario Santa Maria de Finibus Terrae where, it is said, the apostle Peter disembarked on his journey to Rome. For the Romans it was the end of the civilized world, hence the name. In addition to being the end of the pilgrimage route Via Francigena.
View of the small harbour of Santa Maria di Leuca, with the Basilica of Santa Maria de Finibus Terrae and the lighthouse of Punta Meliso in the background.
A typical tourist snap in the summer aperitif kiosks, obviously closed in November.
The steps of the commemorative waterfall marking the end of the Apulian aqueduct, down which a large waterfall flows during scheduled openings in the summer.
The square in front of the Basilica and the lighthouse of Punta Meliso.
The façade of the Basilica Sanctuary.
The painting of the Madonna de Finibus Terrae, housed on the altar of the basilica, was severely damaged by a fire in 1624, but the faces of the Madonna and the Baby Jesus remained miraculously intact.
After visiting the Basilica we took a tour of the village that is dotted with eighteenth-century holiday houses built by several wealthy families of the region and which are called "the eclectic villas" for the fantasy of the colors and decorations of the facades.
The next morning we left early for Otranto. We passed the point where the Adriatic and Ionian Sea meet and the closest point between Italy and Albania.
Another very pleasant sail, later in the day the wind decreased but it was still a very nice day at sea, warmed by a beautiful autumn sun.
In the early afternoon we arrived in Otranto, where we were planning to spend the night in one of the places reserved for boats in transit on the harbour master's pier. To be able to dock there, yachts in transit just need to ask for permission from the harbour master's office, so once we were just outside the bay, we contacted them by radio. An extremely formal and prolix officer replied (usually the conversations on the radio are extremely concise), who turned out to be also very nice, when we arrived at the pier. It was the first mediterrenean mooring for us (a docking technique where boats deploy the anchor and are secured with lines stern-to). Thanks to the absence of wind and the crystal clear water that allowed us to precisely choose a good spot on the seabed for the anchor, the docking manouvre turned out perfect. Two officers were waiting for us at the quay to help us with the lines so we also didn't have to jump ashore, making it also very comfortable. After we were done with the routine questions, we went ashore to visit the beautiful historic centre of Otranto.
The town was very nice and quiet, because it was low season and also because even the bars religiously respect the lunch break until 16:00/17:00.
The small harbour of Otranto under the city walls.
L'Approdo. A Tribute to Migrants: the monument dedicated to the victims of the shipwreck on Good Friday 1997, in which 81 Albanian migrants lost their lives.
The Aragonese castle.
We decided to stop also at the Marina of San Foca to break the last leg since there was very little wind expected for the next day, and doing so we could take advantage of the wind reinforcement planned for the day after that to cover the remaining miles to Brindisi without motoring.
The berth in San Foca cost just 13 €/night (It would cost 53 in summer!) so we stopped without much thought in this small town on the Salento coastline that revives during the summer tourism season.
Our planning turned out to be correct and the day after we could take advantage of the initial phase of a Sirocco (SE wind which usually mounts gradually) for a fast sail (32 miles in just over 6 hours) that allowed us to arrive in Brindisi by lunchtime and with the first gusts over 20-knot.
Here we are at our mooring for the winter 7 months after leaving Ravenna.
We soon got used to the frequent periods of Sirocco and Mistral but the temperature is mild and the port is as safe as we hoped, as well as an ideal starting point to explore other areas of Puglia.
Obviously, we are taking advantage of the long break to narrow down the list of boat jobs, maintenance and improvements in view of the coming season.